Vacanza è....

E' tempo di crisi.
La chiamano recessione, deflazione, stagnazione... Termina in "-ONE" ogni aggettivo che cerca di spiegare perché aprendo il portagogli ci troviamo l'eco, mentre termina in "-INA" il barlume di speranza che tentano di darci: quella la chiamano ripresina.
In tempi di crisi le vacanze sono un lusso. Ancora più lussuose se si pensa a chi non ha nemmeno ciò che serve per vivere.
In realtà le vacanze di qualcuno sono il lavoro di qualcun altro che (a sua volta) potrà permettersi di andare in vacanza... Quale lusso? Le vacanze sono una risorsa, per chi le fa e per chi si adopera affinché si possano trascorrere con soddisfazione!
Avevamo un ricordo di vacanza ormai vecchio di 2 anni. Non che mi possa lamentare, io ho la fortuna di vivere in vacanza, grazie alla mia casa sul monte, ma "ferie" non è solo sinonimo di trascorrere del tempo in un luogo che meriti, è anche tempo per la famiglia, accantonare i pensieri tormentosi e ricavarsi una parentesi in cui concentrarsi sui dettagli spesso trascurati. La vacanza è un tempo diverso, con ritmi diversi, con attenzioni diverse, che non è facile ritagliarsi restando nella propria (se pur meravigliosa) casa.
Così siamo partiti per un viaggio, meta: Dignano. Una località delle Marche, sul confine con l'Umbria, poco distante da Colfiorito, parco regionale umbro, dai panorami mozzafiato!

Vacanza è:

Preparare la valigia. La valigia è un progetto: farà freddo, caldo, pioverà? Allora serve questo, quello... poi forse occorrerà quest'altro e altro ancora. La valigia è tutto ciò che sta in tutte le borse che stanno nel baule dell'auto. 

Progettare le serate senza tv: allora libri da leggere, giochi da fare, disegni da colorare e canzoni da ballare.

Progettare visite, gite e itinerari: navigare su web e scovare le attività a misura per noi. Distanze, costi e esperienze da fare.

Partire: stabilire un orario che non si rispetterà. Scattare la prima foto della vacanza. I bambini sono esaltati, ancora gonfi dal sonno e frastornati dall'euforia. Uscire dal viale con l'auto, scendere lungo il pendio augurarsi entusiasti: "Buon viaggio a tutti!"

Viaggiare: "Mamma quanto manca?", "Mamma dove siamo?", "Mamma pipì...." La radio manda la hit dell'estate. Nei prossimi anni, quando ci capiterà di ascoltare nuovamente quelle canzoni diventate vecchie, ci parrà d'essere tornati a Dignano...

Arrivare: il rumore di un luogo nuovo, il profumo di quel posto e il sapore della sua aria. Scendere dall'auto e sgranchirsi. Siamo arrivati e questa sarà la nostra casa per le prossime due settimane.

Aprire la finestra di prima mattina:

Esplorare i dintorni e trovarsi a Montelago:
 
Fermarsi a mangiare e ammazzarsi di crescia e ciauscolo. Inutile spiegare, occorre assaggiare!

Uscire per fare la spesa e sentirsi domandare: "Avete il costume?" 
Guardarci con sospetto sentendoci davvero banali: noi donne che che ci siamo sforzate unicamente di non dimenticare le buste per la spesa!
Deviare leggermente (una novantina di chilometri appena) e ritrovarci sul Trasimeno. Niente spesa (ovviamente), ma una lezione di vita: con papà occorre uscire muniti di tutto, dagli scarponi da tracking, al costume, al k-way, perché non si sa mai dove ci possa condurre!

Non farci mancare nulla: dal lago, al mare, alla campagna, ai monti... quelli Sibilini. Il parco dei divertimenti, la ricotta della Rita, il centro commerciale, i pomeriggi a raccoglere pigne in giardino. Le pigne diventeranno palline di Natale e ci porteremo l'estate fino all'inverno per molti inverni. Del libro che avevo portato ho letto appena 35 pagine... i miei figli sono stati al centro del tempo e dello spazio.

Momento topico: la colazione. Almeno un'ora dedicata al cibo. Pane cotto a legna, tagliato a fette, cosparso di burro e marmellata, pucciato nel the caldo. Il mio obiettivo era tornare a casa con almeno 2 kg in più... 

Tornare: dopo abbastanza tempo da sentire il piacere di rientrare in casa. Guardare le foto e mettere insieme quelle più belle. Stamparne alcune e appenderle sul muro della cucina. Ci ritroveremo a Dignano quasi ogni sera, guardandoci affissi sul muro, sorridendo per le battute e le risate che ci siamo regalati. 
Siamo tornati dopo avere fatto tutto (o quasi) ciò che ci eravamo prefissi. Abbiamo lasciato indietro quanto basta da avere voglia di ritornare e ritrovare odori e sapori di un luogo che ci è entrato nel cuore!

Vacanza è... famiglia.
Grazie Mario!










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