Presto che è tardi

Quanto vale il tempo di una mamma?
Niente. Anche meno.

Essere mamma lavoratrice o mamma casalinga non cambia: una specifica tipologia di tempo non conta niente. 
Può essere perso, devoluto, impiegato, perché è un tempo che ci fanno credere essere utile ai figli.
E' utile per un figlio accedere all'istruzione scolastica: utile, indispensabile, necessario, vitale, tanto da essere un dovere per la famiglia mandare i figli a scuola, tanto da essere un diritto per i figli studiare.
Quindi le ore di viaggio verso l'istituto scolastico, l'imbottigliamento nel traffico, la benzina spesa e le alzatacce collettive, anche di fratelli il cui diritto/dovere dovrebbe essere ancora quello di poltrire, sono gratis.
E' utile per un figlio accedere alle cure mediche: utile, indispensabile, necessario, vitale. 
Quindi le ore di attesa nelle sale d'aspetto, nonostante l'appuntamento preso con mesi, se non anni, di anticipo, appuntamento fissato non senza avere impiegato tempo e tempo al telefono a districarsi col disco registrato: 
"Premi 1 se... premi 2 se... premi 3 se... e quello che serve non c'è!
Dannazione, fatemi parlare con un umano!
Va bene, ho un attacco d'ansia, ci riprovo domani... dalle 14.00 alle 14.15 perchè è venerdì,... altrimenti lunedì... ma dalle 13.45 alle 14.00...
Mi punto la sveglia perché lo so che mi dimenticherò... alla peggio richiamo, tanto l'unica cosa che ho capito è che al tasto 9 mi ripetono gli orari finché non premo l'asterisco per uscire...oppure riaggancio: a piacere."
Questo tempo, il tempo che occorre per percorrere i chilometri di viaggio per raggiungere un medico che possa dirsi tale (fatto tutt'altro che scontato), l'imbottigliamento nel traffico, il parcheggio a pagamento, gli esodi collettivi, comprensivi dei fratelli non inquisiti, sono gratis.
Una famiglia che veda la presenza di figli che nascono per poi fare cose, come andare a scuola, ammalarsi o essere abbastanza da finire nel bacino sempre più esiguo delle famiglie numerose, ha la possibilità di chiedere sussidi, rimborsi e agevolazioni. 
Occorre un personaggio paziente - quasi sempre la madre, che tanto non fa niente e non ha niente da fare nemmeno quando ha un lavoro - disposto a mettersi in coda. 
In coda al CAF per avere la dichiarazione dei redditi, in coda in banca per avere gli estratti conto, poi in coda al CAF per avere il Modello ISEE, quindi in coda all'ufficio dell'Assistente sociale del Comune per depositare la pratica (una per ogni rimborso richiesto, ognuna con scadenze diverse - vuoi sbrigartela in una volta per tutte? Illusa...), poi in coda all'Ufficio Anagrafe per far protocollare la pratica, poi in fiduciosa attesa che qualcosa sia versato sul proprio conto corrente, oppure della fatidica telefonata gentilemente offerta dal Comune che ci informa: spiacenti, non esistono più le coperture per il sostegno richiesto.
Tutto ciò non ci bastava, così ci siamo dati altri obiettivi: un bambino, per dirsi adeguatamente formato, deve svolgere attività fisica, attività ricreativa, altre attività varie ed eventuali - possibilemente tutte quelle che vengono in mente, senza tralasciarne alcuna! Vedi mai che non stimoli adeguatamente la propensione mostrata... oscurando per sempre quell'unica possibilità che aveva di distinguersi nel mondo... e finisca per essere il solito numero... in coda al CAF per chiedere il sussidio... come te che al cotrario suo una propensione non l'avevi (sfiga tua!), o meglio, come è capitato a te che hai avuto una madre incapace (è sempre colpa della madre!) di intravvedere quella flebile possibilità mostrata... quel giorno... l'unico... nel quale... per cinque minuti, al massimo sei, avevi pensato d'avere un futuro... chessò... nel lancio a bicellate delle grette su spiaggia?
Così, appena ritrovato il parcheggio dopo l'esodo giornaliero verso la scuola, occorre rimettersi in viaggio verso una delle attività scelte. Almeno una al giorno perché stare 8 ore a scuola e non avere altro da fare sembra brutto, sembra così poco stimolante!
Cosa vuoi, in 8 ore giornaliere, risicate risicate, come si trova il tempo di buttarci dentro un'attività sportiva decente? Destinare al catechismo 1 delle 2 ore settimanali dedicate alla religione nella scuola elementare? 
No, dai, ma cosa mi dici dici mai?
Marciamo, tutte noi mamme, compatte verso la palestra, il catechismo, poi i giardini pubblici... mentre l'auto chiede da bere, l'ausiliario del traffico tamburella col dito sul quadrante dell'orologio e qualcuno dei figli-pacco che seguono a ruota mostra un live segno di disagio: sta in macchina dalla mattina presto, che avrà mai da lamentarsi?
Infine arriva il commento che tutti noi agognamo al minimo accenno di rammarico:
"Io non capisco... voi che mettete al mondo i figli e poi vi lamentate!"

Macché, non ci siamo capiti: non mi lamento affatto dei miei figli!
Io li ho messi al mondo mica per guardarli dallo specchietto retrovisore!
Non aspirando che passino più tempo con altri a fare attività che non ho capito a cosa servano, se poi crollano sul piatto e in una giornata non ci siamo detti una parola.
Come spieghiamo ai bambini che se accompagnano mamma al CAF (ufficio estratto a sorte fra i tanti, non che sia peggiore o migliore, per carità!), sostano lì con lei per un paio d'ore, in religioso silenzio, possibilmente tenendosi la pipì senza nemmeno avvisare dell'impellenza, tanto non ci si può muovere (che se perdiamo il numero ricominciamo da capo),  poi (forse) mamma potrebbe ricevere il rimborso di qualcosa... e se rimborsano mamma è come se rimborsassero anche loro? Vabbé, proprio per rendere la cosa appettibile possiamo dire così:
"Tu stai due ore zitto, fermo e te la tieni, poi io, sempre se non mi tolgono le coperture, entro 120 giorni ti compro un gelato."
Quando ero piccola io, a scuola ci si arrivava a piedi in 10 minuti. A 9 anni ero perfettamente in grado di andarci da sola e per mano accompagnavo anche mia sorella.
La danza stava sotto la scuola e il catechismo a 5 minuti: ci andavo da sola a piedi.
Mia madre era a casa e la guardavo negli occhi mentre mi serviva il pranzo, che mi faceva trovare appena scolato, non riscaldato perché aveva impiegato l'ultima ora della sua vita in viaggio per recuperarmi.
Ogni quartiere aveva la sua scuola, il suo commestibili, il suo ufficio postale, la sua palestra, la sua chiesa, tutto il necessario. 
Oggi accorpano: efficienza, efficienza!
E come le pecore di un gregge stiamo in fila a prendere la nostra razione. Ottimizzata... Non so come!
Non facciamone un problema di scelta abitativa, perché non lo è affatto. Esiste una legge che riconosce il valore del tempo dei figli e dei loro genitori, peccato che non ci siano più i fondi per applicarla. 
Nella società che ci ostiniamo a sostenere, i diritti esistono solo se e finché ci sono i soldi, dopodiché a Genova si mugugna, altrove non lo so.
Non mi pare che chi viva in città se la passi meglio... C'è chi non trova posto nella scuola pubblica, deve spostarsi da un quartiere all'altro, deve pagare la scuola privata o qualcuno che faccia ciò che non può fare in prima persona, se ha la disgrazia/fortuna di lavorare.
Se sei madre, il tempo che perdi nell'occhio del ciclone non conta...
10 euro l'ora invece vale quello della babysitter. In nero. Certo perché se la dichiari e il Fisco decide che non te la puoi permettere, viene a pignorarti la casa che è ancora della banca, ma intanto le tasse le paghi tu.
Non vorrei evadere, infatti non evado e faccio la madre gratis.
Ecco: ho fatto dei figli e vivo in una società che non mi sono accorta se e come ho contribuito a costruire, mi pare d'essermela trovata così com'è e la trovo pietosa.
Eppure non ho scampo e ad alcuni compromessi sono obbligata a scendere.
Non tutti però, infatti abbiamo tagliato, anche noi abbiamo fatto la nostra spending review.
Abbiamo tagliato qua e là in cambio di tempo: il nostro in famiglia.
Si è reso necessario dopo averlo quotato nella nostra rispettabile seppur ristretta Borsa casalinga, il titolo è stato ritirato... per eccesso di rialzo.
Checché se ne dica, il tempo da trascorrere insieme a far quel che ci pare, senza altro obiettivo che condividere - perfino la noia (troppo spesso sottostimata!) - per la nostra famiglia ha un valore inestimabile.

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