ISEE: mamme a caccia dei papà scomparsi!

Anno nuovo, regole nuove.
Approda L'ISEE di ultima generazione.
Siamo ancora tutti nel marasma e come d'abitudine nel nostro paese: non ci capisce niente nessuno! 
Tuttavia si evince già un punto certo: in linea con la sburocratizzazione e lo snellimento del cartaceo, occorre dotarsi di cariola per trasportare agli uffici preposti la mole di Amazzonia e inchiostro necessari, affinché il terminale estragga il numero da assegnarci e preghiamo che sia quello fortunato!

Dritta dritta da un CAF mi giunge l'elenco della carta necessaria:


 

Quindi faccio un giro in rete ed estraggo lo scibile sulla questione:

Attira la mia attenzione la sezione ISEE IN SITUAZIONI SPECIFICHE (presenza nel nucleo di figli i cui genitori non sono coniugati fra loro, né conviventi)

Mi fermo a pagina 25 delle istruzioni, punto 3.1.2:

In tale sezione devono essere specificate le condizioni del genitore non convivente del beneficiario della prestazione. In particolare deve essere barrata la casella qualora il genitore si trovi in una delle situazioni seguenti:
Facciamo un'ipotesi: sono mamma di un figlio il cui padre se l'è data a gambe levate dopo averlo riconosciuto. Mi va bene così perché è un demente. Nessuna autorità l'ha messo al bando, né ho perso tempo e denaro nel rivolgermi al Tribunale per obbligarlo a fare ciò che dovrebbe essere il suo dovere: mantenere il figlio che ha generato.
Non sto quindi in nessuna delle situazioni precedenti, allora cosa faccio?
Posso andarlo a cercare e:
E se non lo trovo? Lo trovo ma non ha una sua DSU, né vuole farne una? 

NON POSSO AVERE L'ISEE

Quindi NON POSSO:
chiedere il bonus elettrico
fare domanda per le case popolari
avere la riduzione per i buoni pasto
avere agevolazioni sul trasporto scolastico
avere rimborsi per i libri scolastici
chiedere l'assegno al nucleo
ecc...
ecc...
ecc...

Sì, è vero: non sono molti i padri che generano e scappano, quindi che problema c'è? Nessuno si troverà di sicuro in questa situazione limite.

Pertanto consideriamone un'altra.

Ipotizziamo che sia madre di un figlio generato con un padre che gravita nelle nostre vite.
Mettiamo che abbia avuto le risorse economiche necessarie per scomodare il Tribunale, i suoi avvocati la cancelleria e quant'altro e abbia ottenuto una sentenza che tutela il diritto di mio figlio ad essere mantenuto da entrambi i genitori.
Mettiamo che suo padre non versi regolarmente gli assegni. Mettiamo che debba prenderlo ogni mese per stanchezza per ottenere il denaro che spetterebbe a nostro figlio, mettiamo che non riesca mai ad ottenerlo tutto, mettiamo che riuscendo a farmi allungare 50 euro di tanto in tanto, non abbia nessuna pezza giustificativa dei suoi versamenti.
Allora che faccio?
Posso convincerlo a compilare una sua DSU e allegarla alla mia, fatto che comporta la somma del mio reddito col suo, comprese proprietà e mezzi, pur non disponendone affatto.
Oppure posso mentire.
Posso farmi fare una dichiarazione di versamento dell'intera somma del mantenimento stabilito in sentenza, che si cumulerà col mio reddito, senza che ne abbia mai usufruito davvero.
Non avendo pezze giustificative come quietanze di bonifici avvenuti, posso passare in cartoleria, acquistare un libretto di ricevute, compilarne 12 e fargliele firmare: ecco le pezze giustificative.
A fronte della dichiarazione di regolare versamento del mantenimento, mi gioco la possibilità di investire 1.000/1.500 euro in un atto di precetto e intimargli di adempiere al suo dovere genitoriale. 
Così sono fregata due volte: risulta che ho ricevuto ciò che non ho ricevuto e non posso più nemmeno provare ad ottenerlo.
Ma non dispero, perché ancora ho un'ultima opzione: rinunciare all'ISEE e a tutto ciò che ne consegue.
A ben pensarci però, anche questa eventualità è pressoché inesistente, infatti non esistono padri che, a fronte di sentenze, disattendono i loro doveri genitoriali.

Chissà chi riuscirà a compilare la sua DSU e avere il suo ISEE!
Già me li vedo i titoloni sui giornali da qui a breve:

Le famiglie italiane sono uscite dalla crisi!
Ridotte sensibilmente le richieste di sostegno al reddito: sgominati i fraudolenti, gli altri ce la fanno da soli! 
Gli 80 euro sono stati provvidenziali! 
Le riforme hanno fatto centro su tutti i fronti:
e ora che i gufi rosichino...

Il tesoretto accantonato dalle mancate richieste degli italiani ringalluzziti, so già che fine farà: pagheranno la bolletta della luce degli uffici in Parlamento!
Immaginate quante settimane di notti insonni per partorire un tale capolavoro di ingegneria fiscale?
E' vero: forse da adesso la mamma residente nella cantina della casa popolare, che invece vive nell'attico in centro, accompagnata col padre di famiglia avente Yacht, Mercedes e conto svizzero, smetterà di rubare risorse altrui. Ma non ne sono certa... 
Invece sono certa che i poveracci, quelli davvero sfortunati, che si tirano su i figli da soli, col sudore della fronte, facendo i salti mortali e contando sulla riduzione dei buoni pasto per pagare la bolletta della luce: loro ci rimetteranno davvero.

E dopo Mangia prega ama, uscirà Digiuna prega espatria.

Fatevi coraggio e buon ISEE a tutti!

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