Decibel

A quanti decibel può giungere l'urlo di una madre?
Autorevolezza.
Ci vuole autorevolezza e non autorità per impartire e far rispettare le regole di una buona convivenza...
Così sono il tono deciso, la fermezza, la credibilità fondamentali ingredienti per ottenere  che i bambini rispettino le parole dell'adulto, seguano le sue indicazioni, risultino bambini ubbidienti e felici di esserlo.
Poi guardo in casa mia e mi chiedo perché diavolo non funzionano mai questi buoni suggerimenti di sopravvivenza! Dove sto sbagliando?
Situazione tipo n. 1
"Tesoro, te lo spiego per l'ennesima volta, se trascini in giro la tua piccola sedia e ti ci arrampichi per raggiungere ciò che desideri prendere senza poterci arrivare, dall'alto del tuo quasi metro di altezza - e bada, che se certe cose stanno così in alto significa che tu proprio non le devi prendere -, finirà che prima o poi stamperai i tuoi bei dentini nuovi nel pavimento e potresti anche doverti abituare a fare senza i tuoi bei dentini nuovi..."
Lui mi guarda, ride e con l'occhietto vispo parte con la seggiolina alla volta dell'irraggiungibile.
"Tesoro, fidati, se continui ad arrampicarti, finirà che ti farai male."
"Apetta mamma, apetta e vedi..." - con la manina fa proprio il gesto di aspettare: mi imita.
Io aspetto e intanto avverto: "Non devi arrampicarti."
Lui ride e fa per salire.
"Non arrampicarti!"
Mi guarda sospettoso, forse davvero non deve salire? Ma no, meglio salire.
"Scendi!"
Niente da fare: è salito. Allunga le sue manine alla volta dell'oggetto proibito.
Attimi prima e dopo il picco dei decibel
 "ADESSO BASTA, TE LO STO RIPETENDO DA UN'ORA: SCENDI DA QUELLA SEDIA!!!"
Si volta, mi guarda contrariato, capisce che non passa... Allora scende e protesta, col suo lamento solito di chi è stato ingiustamente redarguito.
Situazione tipo n. 2
"Bambini è ora di riordinare!"
Uffa... sì, ora riordiniamo...
Passa mezz'ora: "Bambini ho detto che dovete riordinare!"
Ma perché? Stiamo giocando! Ci tocca sempre riordinare...
"Sì e vi spiego perché: perché vivere in una casa ordinata è più piacevole, rischiamo di trovare le cose quando le cerchiamo e troviamo spazio per posare i piedi sul pavimento quando abbiamo bisogno di andare da una parte all'altra della casa..."
Vabbé, allora fallo tu...
"Eh no, io già faccio la mia parte... forse non riordino la cucina dopo che abbiamo mangiato? Non metto a posto anche le cose che avete usato voi? Il piatto, il bicchiere e via dicendo? Non riordino i vostri vestiti, le vostre stanze? Ecco, almeno i giochi che usate solo voi, di questo dovete occuparvi da soli."
Passa mezz'ora e nulla è mutato...
"ADESSO BASTA! DA UN'ORA VI HO DETTO CHE DOVETE RIORDINARE, POSSIBILE CHE DEBBA SEMPRE ARRABBIARMI PER OTTENERE LE COSE???"
L'urlo si espande in tutte le zone della casa come un'eco e prosegue in una miriade di parole che compongono frasi (le solite) che poi non ricordo mai, qualche porta sbatte (perché la lancio nella sua sede), cala il silenzio e come per magia l'ordine si impossessa della dimora!
Sai quella mamma amorevole che siede sul tappeto e gioca a riordinare coi suoi figli?
Fidati: è finta! Giusto nella pubblicità dell'Ikea puoi trovare bambini felici di riporre nei cestoni... che credi, ho comprato pure i cestoni!
Sarà che l'autorevolezza si misura in decibel, almeno la mia!
Comunque funziona: l'urlo selvaggio terrorizza e orienta alla volta dell'ubbidienza.
E' politicamente corretto? Psicologicamente auspicato? 
Ma insomma, anche loro dovranno farsi il doveroso percorso di analisi in età adulta, no? 
Intanto io vado di gargarismi e vocalizzi... se mi molla la voce sono fritta!

N.B.
Non credere che le situazioni tipo si limitino a due solamente...

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