Mamma: ottimista o pessimista?

La mamma ottimista

Una piccola mano ti accarezza di prima mattina... quale gioia immensa! 
I mali del mondo scompaiono, ti svegli e sai di avere un compito superiore: tu sei madre.

Al detentore della piccola mano capita sempre prima di uscire di casa un attacco intenso di diarrea. Ma quale gioia immensa ti ha donato la vita? Tu sai, mentre ripulisci perfino dentro le sue scarpe, che nulla potrà mai guastare la tua felicità più profonda: tu sei madre!
Non passa giorno che non sfogli qualche manuale della Signora Montessori, non ringrazi il buon Bowlby per averti insegnato ad essere una base sicura e guardi il pavimento cosparso di polvere con completa noncuranza, impilare i cubetti di legno con tuo figlio è assai più importante che badare alla casa: tu sei madre!
Sorridi piena di orgoglio quando lo guardi cimentarsi col suo cucchiaino: il formaggino, misto zucchina, misto mela, misto pane, si trova su ogni superficie nel raggio di qualche metro da lui. Ma quale gioia immensa è scoprire quanto sia bravo centrare la bocca ogni 3 o 4 tentativi? Solo tu lo puoi sapere: tu sei madre.
Ai giardini è un gaudio interagire coi piccoli colleghi di gioco di tuo figlio e le loro mamme. Persone nuove con cui confrontarsi e chiacchierare delle piccole conquiste quotidiane. Tutta questa socialità la devi al tuo piccolo miracolo: tu sei madre.
Che passione leggergli le fiabe della buonanotte! Tu e lui, nella penombra a recitare Cappuccetto rosso, Cenerentola, Biancaneve... una ricchezza per lui, ma anche per te che anche così sai di essere madre.

Madre di 12enne con cellulare...

La mamma pessimista

Una piccola mano ti accarezza di prima mattina e tu imprechi! Dormi da cinque minuti e sto nano che le ha rotte per la notte intera, lui, riposato come una rosa, ti regala il suo più candido sorriso... 
Buongiorno mamma! - ti sussurra in un orecchio...
Buongiorno un c....! - pensi, ma non lo dici: tu sei madre.
E' ora di uscire, sei in ritardo, come sempre, che da quando sei madre la puntualità si è estinta, al nano scappa la cacca, ma non quella normale de "due salviette e ne siamo fuori", quella de "chiamate l'autospurgo!", non dici niente e con la maschera anti gas ti dai da fare: tu sei madre.
Ti sovviene alla mente il buon Bowlby e la sua base sicura: ci provasse lui a fare la cacca giocando a "Batti batti le manine" col nano! La Signora Montessori... che senza di lei non ci sarebbero tutti quei cubetti di legno sparsi sul pavimento su cui inciampi immancabilmente, tanto i soldi per far prendere al nano una laurea in ingegneria non li hai, in compenso, se lei fosse rimasta fuori dalle vostre vite, forse non sareste diventati asmatici: tu sei madre.
Sospiri e prepari il pranzo. La zona destinata al nano è equipaggiata come se si dovesse pitturare casa: teli di nylon, tute anti macchia per i vicini e il nano. Trenta minuti e se tutto va bene te la cavi con una doccia, se va male... ti sei ustionata con la minestrina, lavata i piedi con l'acqua del suo bicchiere, la catapulta a forma di cucchiaino ha sparato anche là, appena dopo il telo. Ogni giorno non sai cosa ti riserverà la sorte: tu sei madre.
Hai allestito un mini parco giochi in giardino, hai messo la parola "fine" ai giardinetti del quartiere. Tutti quegli untori: nani pieni di moccico lasciati liberi di trasferire qualunque malattia possibile. Senza contare le madri: quelle sì che sono buone! Buone a criticare e fare a gara a chi ha il nano più avanti... Sempre a parlar di nani! La compagnia vera è quella con te stessa, la agogni da quando non l'hai più, esattamente da quando è arrivato il nano: tu sei madre.
E arriva la sera, ancora il nano pretende considerazione: non ne avesse avuta abbastanza! La favola della buonanotte? Che supplizio! Ancora ste storie lagnose di bambine sfigate, orfane, sole e tuttavia felici... mah... "Vabbé, però almeno dormi, nano del mio cuore e bada bene: domattina non prima delle 8!" Starai lì fino a farti seccare la bocca, mentre il nano non dormirà finché non sarà minacciato d'essere portato via dal Lupo. Ti senti un po' maligna, ma in fondo pensi che anche la matrigna era una madre, no?

Nella mamma c'è di tutto un po'. Dipende dall'umore, dalle ore di sonno, da quale giorno del ciclo sia, da quanti nonni (o simili) diano una mano, da quanti figli (o nani) si abbiano, da un mucchio di altre variabili...
In genere si sopravvive, si conservano buoni ricordi, si ride del pessimismo e si rimpiange l'ottimismo.
Comunque andrà, sarà un successo!

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