Quando si dice: Prendere coscienza di sé


Carpe diem
Carpe diem
"Guadda mamma: sono io in pissina!"
Eccolo lì!
Lui che un anno fa guardava le foto appese sul muro della cucina e col ditino puntato sul viso di ognuno di noi ci interrogava: "Quetto chi è?"
Mamma, papà, sorella grande, sorella piccola e "il bimbo".
Lui era il bimbo.
E noi: "Sei tu! Quel bimbo sei tu!"
Il papà si è assunto d'ufficio il compito di elargire certi insegnamenti:
"Chi sei tu? come ti chiami? Tristano... Tu sei Tristano.."
"Tatano..."
"Bravo Tri! Tu sei Tristano. E il tuo cognome qual è?"
"Gnome..."
"Okay, su questo ci lavoriamo ancora un po'..."
Così, mese dopo mese, il bimbo è diventato Tristano. Tristano con un cognome (il suo), Tristano che abita al suo indirizzo e a quel preciso numero civico. Fra poco verrà il tempo del numero di telefono, codice fiscale, Pin e Puk, IBAN, targa dell'auto... che è una vita di codici, password e tutti schedati per ogni evenienza.
Qualche giorno fa ci coglie di sorpresa, il nostro Tatano, che ormai è più Titano Enea (ancora una "R" e la questione "Nome di battesimo è risolta), guardiamo le foto appena scattate e lui, ammirando se stesso, esclama: "Sono io!"
Fermi tutti, qualche secondo di raccoglimento, riorganizziamo le idee e ne prendiamo coscienza: lui sa di essere un "IO".
Dove c'è un IO c'è consapevolezza di essere altro da me (EVVIVA!!!), di essere un elemento a sé e di essere parte di un NOI.
Perché adesso siamo un Noi fatto di me ed IO (lui), dove IO (lui) va e viene come gli pare, mentre il me (cioè io) devo restare, sia mai che mi perda e si senta perso.
Lui cresce e noi lo ammiriamo con grande sorpresa, perché non c'è nulla di ovvio in queste tappe straordinarie che determinano le persone che sono i nostri figli, altro da noi anche quando ancora non ne hanno maturato piena coscienza.
E non è accaduto che si sia messo a riflettere sul senso del mondo, sulla vita, il destino e quelle specifiche forme fisiche che fanno di lui proprio Lui. E' accaduto spontaneamente, in un momento qualunque, che scoprisse di essere Lui, poi lo ha detto a noi, chissà se nello stesso primo istante in cui lo ha pensato, oppure solo in seguito e chissà quanto tempo dopo.
E' così, con chi è altro da noi è così: non si sa tutto esattamente nel preciso istante in cui se ne prende atto. Occorre restare vigili e cogliere i cambiamenti, per non rimanere indietro mentre loro vanno avanti.
Infine questa mattina è capitato che scorressimo ancora le foto di questa estate che sentiamo ormai scivolare via.
Stavo ferma su questa immagine pensando che rappresenti esattamente il senso del "Carpe diem"... e me la ghignavo!
Tristano ha rotto la meditazione con il suo: "Guadda mamma: sono io in pissina!"
Ecco, ora aspetto che Tristano non si illumini orgoglioso di riconoscere se stesso, bensì scopra quanto orgoglio provo io per essere riuscita ad immortalarlo in una posa che ci farà ridere in eterno!
Allora testeremo quanto sia permaloso, quanto senso dell'umorismo possieda e quanto bene voglia alla sua mamma!

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