L'attimo prima del poi

Esistono momenti e momenti.
Alcuni fanno la differenza, si riconoscono, si ha la netta percezione di viverli, poi ci sono gli altri, la maggior parte, quelli che tutti insieme fanno i minuti, poi le ore, i giorni e il tempo che scorre.
Secondo me esistono quattro tipi di attimi eccezionali:
1. l'attimo in volo
2. l'attimo vita di un altro
3. l'attimo inconsapevole
4. l'attimo perpetuo

1. L'attimo in volo è quel momento in cui sai che ti sta accadendo qualcosa, di solito è lungo un'eternità, durante la quale immagini come andrà a finire, senza poter rimediare.
Un esempio?
Inciampi sulle scale. Metti il piede in fallo e ti accorgi dell'errore perché la terra ti sfugge dalle suole. 
Prendi a volare. E' un attimo, ma racchiude frazioni lunghissime di riflessione: omioddiostovolando-adessomisfracello-speriamodinonrompermiqualcosa!
Quindi atterri e verifichi i danni.

2. L'attimo vita di un altro è quel momento in cui ricevi notizie shock e d'improvviso ti vedi da fuori, come se fossi lo spettatore della tua stessa vita.
Esempio...
Il primo ricordo che ho di questo genere risale all'estate del 1999. Entro al pronto soccorso e chiedo notizie di mia madre: pare l'abbiano ricoverata per una congestione. Tradiscono in parte l'effetto shock gli sguardi degli amici e parenti arrivati prima di me. Poi l'equipe medica mi mostra una lastra a sostegno delle sue parole: nessuna congestione, è emorragia cerebrale, i miracoli a volte accadono... Io sono lì, ma non lì. Ho cercato una corazza e ho affrontato il mio ingresso nel mondo degli orfani: nessun miracolo quella volta.
Un altro di quei momenti in volo è stato il giorno delle mie nozze... Ecco, quel giorno è stato un susseguirsi di attimi in volo! Mi sono vista entrare in chiesa sotto braccio di mio padre e con l'altra mano stretta a mia figlia, passeggiare lungo la navata, sostare accanto all'uomo della mia vita, promettergli di decadere insieme, scambiarci gli anelli ed essere investiti da una pioggia incessante di riso. Siamo diventati una vera famiglia!
In volo sono stata anche qualche anno dopo: ho scoperto il ventre, l'ecografo è scorso sulla pancia delle 21 settimane e la sentenza: "Mi dispiace, non c'è battito". Io non sono io. Io non sono lì. 
Sono rimasta senza parole e non ho trovato alcuna corazza per entrare nel mondo delle madri di figli che muoiono. Così ho pianto e ho eseguito pedisequamente le istruzioni. 
Ancora qualche mese più tardi: ho riscoperto il ventre, l'ecografo è scorso ancora sulla pancia, quella volta delle 15 settimane, e la sentenza: "Mi dispiace, non c'è battito". Un déjà vu. Ancora non sono io e mi guardo da fuori ripercorrere un copione fin troppo conosciuto.
Quindi i tre momenti in volo più particolari: quelli in cui un piccolo fagotto profumato è stato adagiato fra le mie braccia, occhi negli occhi e mi vedo da fuori: eccomi, io sono madre.

3. L'attimo inconsapevole è quel momento in cui la tua vita sta certamente cambiando (positivamente o negativamente), ma tu non lo sai: lo scoprirai solo in seguito.
Esempio: mia madre e le mie figlie sono morte in momenti precisi, durante i quali io ero intenta a fare altro (o nulla). Sono stata inconsapevole del mutamento della loro e mia condizione, finché qualcuno (anche molti giorni dopo), non mi ha illuminata.
Allo stesso modo è accaduto che aspettassi i miei figli a partire da un momento preciso, ma lo scoprissi solo alcune settimane dopo.
Di questi momenti mi dispiace non portarne memoria: vorrei essermene accorta, averli potuti vivere e condividere, non solo raccoglierne gli effetti in seguito. 



4.  L'attimo perpetuo contiene le tre categorie già elencate ed è espresso perfettamente nella vita dei figli. 
E' questo ciò a cui penso spesso quando li guardo: loro arrivano da attimi inconsapevoli, mi hanno lasciato in volo per un po' e qualche volta mi permettono di godere degli attimi vita di un altro.
La mia grande (che ormai ragazzina mi ha superato in altezza e in tutto il suo splendore offre già un'idea della donna che sarà), la mediana dal cervellino attivo (che sta per perdere i denti davanti e non manca di stupirmi col suo modo di accogliere la vita) e il piccolo (che ha tolto il pannolino, si addormenta da solo e trascina la sua seggiolina in cucina continuamente, per salirci sopra, arrivare al livello giusto e aiutarmi ad assemblare i pasti), sono eterni attimi prima del poi.
Li guardo e non mi capacito di come, appena alcuni puntini formati per caso, si siano trasformati in persone che mi somigliano ad intermittenza, che mi stupiscono continuamente, che sono capaci di cavare fuori da me soprattutto il meglio (a volte anche il peggio...), che sanno mantenere viva in me una passione che non avevo mai conosciuto prima del loro arrivo: quella per loro!
Loro portano in dote la capacità di farmi volare, inconsapevole o no, in vite (le loro) che sono di altri.
Loro sono attimi ciclici di vita inarrestabile.

Etichette: , ,